Cosa è il P.E.R.
      Processo Esperienziale di Riconoscimento

        verso l'arte della meditazione empatica, ideato e creato da Sidney Journo

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Cosa è il Processo Esperienziale di Riconoscimento (P.E.R.)

Il processo esperienziale di riconoscimento (PER) è una pratica che consente di rielaborare in maniera positiva le proprie esperienze passate, in modo da superare i disagi che spesso sperimentiamo nella vita quotidiana.

È un processo di auto-aiuto che, senza avere la pretesa di risolvere psicopatologie – che vanno ovviamente trattate con gli strumenti e nei contesti adeguati – può effettivamente migliorare la qualità del nostro presente, aiutando chi sceglie di vivere questa esperienza a liberarsi delle zavorre della propria storia personale per riappropriarsi del potere della responsabilità del presente, del “qui e ora”.

Tutti tendiamo a ripetere inconsapevolmente gli schemi di comportamento appresi durante la nostra vita tramite esperienze imbarazzanti, dolorose, frustranti, paurose… Esperienze che si traducono in altrettanti schemi emotivi e corporei, meccanismi abitudinari che scattano ogni qualvolta si ripete una situazione analoga. Modificare questi automatismi significa riappropriarsi della responsabilità della nostra vita, del potere dell’oggi: il momento presente è sempre nuovo e può essere affrontato con creatività, senza ricondurre necessariamente quello che ci accade ad un episodio del nostro passato. Un cambiamento di prospettiva che è in grado di liberare un’energia ed una voglia di vivere che non sospettavamo di avere dentro di noi.

Come può avvenire questo? Si tratta di lavorare sulle esperienze personali più intense che sono rimaste in qualche modo cristallizzate dentro di noi, che assommate nel corso del tempo diventano autentiche zavorre nella nostra vita. Quando conosciamo una persona ci costruiamo un’opinione positiva o negativa, tanto più importante e significativa per noi quanto più le vite di due persone si intrecciano in una relazione amorosa, affettiva, di amicizia o di parentela. Con il passare del tempo rimaniamo legati a quell’insieme di immagini, emozioni, sensazioni percepite, convinzioni dedotte, idee che abbiamo tracciato inizialmente, perdendo la capacità di relazionarci agli altri nel tempo presente, per quello che tali persone sono oggi. Quella che delineiamo giorno dopo giorno è una mappa soggettiva che utilizziamo come punto di riferimento per orientarci nella nostra esistenza, ma per fare questo utilizziamo senza rendercene conto tante energie psichiche, rimanendo ad esempio attaccati al ricordo di un grande amore che non ci consente di accorgerci delle persone che sono intorno a noi, oppure facendo spesso riferimento alla paura causata da esperienze dolorose del passato, che ci porta a ripetere le stesse convinzioni ed emozioni provate in precedenza, attuando sempre le stesse reazioni. Questo dispendio di energie non ci consente di vivere pienamente il momento presente: siamo pesantemente condizionati dai nostri ricordi positivi e negativi.

Il processo del Per punta ad esplorare le nostre esperienze passate, a rielaborarle e a lasciarle finalmente andare fino in fondo, rendendoci consapevoli che appartengono comunque al passato e non esistono più, possono cessare di condizionarci.

PROCESSO ...

 

Iniziamo a comprendere che cosa si intende con il termine “processo”. Un processo è un movimento interiore che avviene dentro di noi, all’interno dei confini della nostra pelle, intesa come contenitore e confine della persona che esplora se stessa, colui o colei che inizia il processo esperienziale di riconoscimento. Quando inizia un’esplorazione interiore, all’interno dei nostri confini possiamo trovare tutto quello che ci arriva dall’esterno e l’elaborazione interna di questi stimoli: pensieri, parole, immagini, sensazioni cinestetiche legate alla pelle (freddo, caldo…). A questo si aggiungono le sensazioni provenienti dai cinque sensi, gli odori, i sapori, i suoni, e poi le emozioni, i sentimenti, le sensazioni fisiche determinate da questi ultimi, e così via.

Attraverso questo processo è possibile prendere coscienza di questo movimento interiore utilizzando l’attenzione, la presenza mentale, l’osservazione neutrale di una situazione che ci interessa e ci sta a cuore, sia che questa riguardi il passato, il futuro o l’immediato presente. Quando ci poniamo in una posizione di osservazione neutrale, priva di giudizi, nei confronti dei nostri pensieri e delle interpretazioni relative a quello che ci sta accadendo,  ci accorgiamo che si muove qualcosa nel nostro mondo interiore. È esattamente questa condizione di osservazione neutrale il presupposto di partenza che ci consente di avviare il percorso del PER. 

 

                           ... ESPERIENZIALE ...

 

Quando qualcosa inizia a muoversi al nostro interno, si dà l’avvio ad un’esperienza interiore globale: ci si ritrova ad assistere all’emersione – al di là della nostra volontà – di immagini, pensieri, emozioni, sentimenti, sensazioni corporee che ci comunicano alcuni significati tramite il linguaggio della metafora.

Tali esperienze si modificano in continuazione e sono in grado di coinvolgere, analogamente a quanto accade nella vita ordinaria, l’essere nella sua interezza, tutte le sfere della nostra esistenza cognitiva, emozionale, fisica, incluso l’elemento fondamentale e decisivo che è la sensazione percepita, ovvero come il corpo vive gli eventi e le emozioni in questione. Le sensazioni percepite si fanno in questo modo veicolo di significati profondi, possono metterci in contatto con la sfera del pre-verbale, con quello che finora non è stato espresso attraverso le parole.

Ne consegue un’elaborazione, una digestione, una metabolizzazione, una consumazione di carattere quasi fisiologico del ricordo di tali eventi, caratterizzata da una continua evoluzione di pensieri ed emozioni.

In tale percorso interiore i pensieri sono dapprima negativi, a causa della presa di contatto profondo con il ricordo di situazioni di disagio; successivamente ci accorgiamo di poter abbandonare i pensieri ed i ricordi negativi: ne può anche derivare l’emergere di aspetti e ricordi positivi.

Lo stesso processo avviene per quanto riguarda le emozioni, dapprima di segno negativo (ad esempio la paura, la sensazione di pericolo, il dolore dell’abbandono, ecc.), in seguito trasformate in rabbia, tristezza e poi distacco, per approdare infine ad emozioni come la commozione, il sorriso, la contentezza, il rilassamento. Il corpo si libera dalle tensioni, dalle contratture e dai nodi posizionati in varie zone, per approdare progressivamente ad una sensazione di distensione ed assenza di disagio fisico. 

 

                                                                   ... di RICONOSCIMENTO

 

Quando si parla di riconoscimento, si fa riferimento alla capacità di riconoscere noi stessi nel momento presente come soggetti distinti dalle situazioni che abbiamo vissuto in passato, in cui tendiamo a sentirci identificati, o dalle preoccupazioni per quello che ci potrà accadere in futuro.

Tutto questo si può verificare in quanto nel processo esperienziale fin qui descritto il passato (o meglio, gli effetti di quest’ultimo sulla vita presente) si è finalmente compiuto, è stato consumato, digerito quasi fisiologicamente e biologicamente attraverso il corpo. Attraverso tale processo viene infatti articolato un dialogo con tutte le emozioni e le parti di noi stessi che stanno emergendo, accogliendole, salutandole, riconoscendole per quello che sono, sospendendo ogni espressione giudicante, preferendo andare incontro a quello che emerge con un atteggiamento di accoglienza, di consapevolezza, appunto. A tali emozioni viene dato, forse per la prima volta, il diritto di parola, la possibilità di esprimersi, a fronte di un ascolto attento, profondo e privo di giudizi. In questo modo il momento presente viene vissuto libero da tutti i condizionamenti negativi di un passato che realmente è passato, ma che dentro di noi continuava ad essere presente e a gravare come una zavorra per una forma di condizionamento mentale. In questo senso possiamo affermare che, grazie al processo, abbiamo la possibilità di svuotarci e di creare uno spazio all’interno del nostro essere in cui accogliere la nostra vita per quello che è oggi. Grazie al processo esperienziale avviene in tal senso un riconoscimento del potere, della gioia, della libertà che si esprime unicamente adesso, nel “qui ed ora” del momento presente.

Questo ci dà la possibilità di individuare lo spazio esistente tra noi e gli eventi passati della vita quotidiana, consentendoci di fare le scelte più armoniche con noi stessi, perché siamo finalmente liberi dai condizionamenti dei pensieri e del passato.

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Ultimo aggiornamento: 07-03-15