La fuga da noi stessi
      Processo Esperienziale di Riconoscimento

        verso l'arte della meditazione empatica, ideato e creato da Sidney Journo

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La fuga da noi stessi

La condizione di profonda solitudine vissuta da tante persone è anche la conseguenza della crescente tendenza a rifugiarsi in un mondo virtuale nel quale ci costruiamo un personaggio basato su come ci piacerebbe essere, nel quale è facile proclamare valori e alti ideali spesso traditi nella pratica quotidiana. Protetti dalla comoda barriera tra noi e il mondo in cui si traduce lo schermo di un computer, grazie a strumenti quali Facebook e gli altri social network, entriamo in contatto con tante persone in una modalità artificiale, con la quale non siamo costretti a mettere davvero in gioco noi stessi, tutto quello che siamo, così come avviene nelle relazioni vere, quelle fatte di carne, di sguardi, di sensazioni che l’altro ci trasmette con i suoi gesti, i suoi sguardi, le sfumature della sua voce. Potrebbe essere un gioco innocuo, se non comportasse un progressivo distacco da noi stessi e dagli altri, causato dalla scelta di rifugiarsi in una dimensione in cui non vengono mai al pettine i nodi delle emozioni, nostre e altrui. Una dimensione in cui si rimanda all’infinito il confronto tra quello che sentiamo nel profondo di noi stessi e quello che sente veramente l’altro.

La dissociazione dalle nostre emozioni è forse uno dei segnali più gravi che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in questa modalità di relazionarsi agli altri, mentre la tecnologia rischia in questo modo di venire utilizzata come un pericoloso anestetico per curare le proprie ansie esistenziali, come una scorciatoia per accedere alla possibilità di vivere relazioni piacevoli e gratificanti quanto effimere e artificiali. 

Il processo esperienziale di riconoscimento (PER), al centro del progetto formativo portato avanti dall’associazione FormazionePer, viene qui individuato come uno degli strumenti che si possono utilizzare per riprendere – innanzi tutto all’interno di noi stessi – il dialogo con le nostre emozioni, con quello che sentiamo veramente, al di là delle maschere che ci siamo costruiti e che utilizziamo quotidianamente nella relazione con l’altro. In quest’ottica il PER si propone come uno strumento di auto-aiuto e di “presa in cura” di se stessi e degli altri, per migliorare la qualità delle relazioni che costituiscono le fondamenta della società. La finalità da perseguire diventa quindi quella di “curare” se stessi per “curare” le relazioni con gli altri, “curando” in questo modo il mondo intero.

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Ultimo aggiornamento: 07-03-15