Responsabilità
      Processo Esperienziale di Riconoscimento

        verso l'arte della meditazione empatica, ideato e creato da Sidney Journo

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Responsabilità individuale, responsabilità universale

Ripartire da noi stessi appare oggi come la premessa indispensabile per l’inizio del cambiamento. Ritrovarci negli altri, come parte del tutto, per cambiare la realtà intorno a noi, se questa non ci piace.

Pace, benessere, giustizia, libertà, relazioni umane di qualità: sono aspirazioni che non possiamo realizzare da soli, standocene chiusi nel nostro piccolo mondo egoista. Possiamo cambiare, sta a noi scegliere di farlo: è questa la vera, autentica libertà, che nessuno può toglierci. Senza rimandare a domani quello che possiamo fare oggi: a furia di pensare a come la vita dovrebbe essere, ci sfugge la vita del momento presente. Occorre maggiore attenzione e presenza, che significa poi capacità di ascoltare, comprendere, comunicare. Cosa possiamo fare, dunque?  

Vivere il momento presente, cercando di abbandonare i ruoli che assumiamo in ogni circostanza e a causa dei quali alziamo muri di incomunicabilità con l’altro. Smettiamo di passare il tempo pensando a come dovremmo essere, inseguendo ideali astratti. Guardiamo la realtà per quello che è, e viviamo ogni istante dandogli la giusta importanza e dignità, perché ogni cosa che facciamo, anche la più piccola, ha un suo valore. Impariamo a comunicare davvero, prestando attenzione, sapendo ascoltare, riflettendo criticamente. Impariamo ad avere fiducia in noi stessi e nei nostri simili, perché questo facilita comprensione e cooperazione e predispone alla consapevolezza. Rendiamoci conto che non possiamo fare a meno degli altri, perché siamo tutti interdipendenti. In questo senso il PER si propone di essere uno degli strumenti possibili da utilizzare per decondizionarci dal passato in modo da poter vivere pienamente il presente. Uno strumento in grado di aiutarci ad entrare in una relazione di ascolto profondo e di rispetto per se stessi e per l’altro.  

Nella realtà odierna un sistema di poteri coercitivi e autoritari sembra prevalere sui bisogni umani più autentici. L’insieme degli individui – la cosiddetta società civile – vive in larga parte passivamente, egoisticamente, senza alcuna fiducia che le cose possano cambiare, che sia possibile migliorare la propria vita assieme a quella degli altri. Le organizzazioni sociali, culturali, di promozione delle energie umane, rappresentano paradossalmente strumenti che ostacolano la necessaria trasformazione. Tutte le vecchie forme sociali organizzate sono diventate, purtroppo, strumenti inadeguati per favorire il cambiamento: rappresentano, anche nei casi più onesti, luoghi di potere, di autorità costruita sulla delega, sulla passività dei soci e dell’intera società. La loro funzione è in sostanza quella di aumentare le quote di potere nella società. Sono fini a se stesse o, nel migliore dei casi, luoghi della non-partecipazione, dove le decisioni vengono prese da pochi individui in nome e per conto di interi gruppi umani. 

Il processo esperienziale di riconoscimento punta a costruire una comunità costituita da individui accomunati da idee e valori, intenzionati a praticare il cambiamento ogni giorno a partire dalla propria vita e a praticare il cambiamento collettivo insieme agli altri, in modo da realizzare un autentico cambiamento umano che si riverberi anche nel sociale. Una comunità basata, quindi, su relazioni umane consapevoli, interdipendenza, ascolto reciproco e collaborazione paritetica; su relazioni indirizzate alla ricerca del bene comune.  

In un contesto in cui sono stati minati alle radici i valori della solidarietà e della fratellanza – valori che costituiscono la base di qualsiasi attività umana cosciente, costruttiva e benefica – occorre dare priorità assoluta ad un paziente lavoro educativo che possa svolgere una funzione di sostegno e stimolo, come un sorta di medicina dell’anima. Occorre (ri)costruire una rete di rapporti solidali, che potrà davvero cambiare il mondo. Il mondo (e ogni persona) cambierà solo se lo vuole una moltitudine di individui liberi e perciò consapevoli, e allo stesso tempo interconnessi.

L’idea è quella di dare valore e rafforzare quella rete di solidarietà umana che continua ad esistere nella società, opponendosi alla barbarie crescente. É questa vera e propria “rete di (r)esistenza umana” che si oppone all’ingiustizia e alla sopraffazione, una rete composta da tanti individui, legati fra loro spesso inconsapevolmente, che pensiamo vada portata alla luce per costruire, grazie all’impegno di tanti, una società umana accogliente, finalmente liberata. Si tratta quindi di portare consapevolmente alla luce questa rete. In questa attività potremo incontrare e collaborare con le migliori espressioni dell’impegno umano nei campi più svariati: artisti, scrittori, attori, attivisti sociali, tutti quelli anelano a migliorare il mondo e combattere le ingiustizie in una sinergia costruttiva e trasformativa complessiva.

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Ultimo aggiornamento: 07-03-15