Il revisore
      Processo Esperienziale di Riconoscimento

        verso l'arte della meditazione empatica, ideato e creato da Sidney Journo

         Conoscersi - Agire - Cambiare

          ... attraverso...

         Corpo, sensazioni percepite significative - Emozioni - Parole

 

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Il revisore 

Il processo esperienziale di riconoscimento può contemplare anche la presenza di una terza figura: quella del revisore, inteso come osservatore che, durante il PER, registra per iscritto tutto quello che l’esploratore esprime: parole, gesti, linguaggio corporeo, metafore utilizzate… A questo si aggiungono le sue personali osservazioni, i collegamenti e le analogie che il testimone che può cogliere. Quella che ne risulta è una cronaca minuziosa di tutti i passaggi del lavoro svolto, che viene in seguito consegnata all’esploratore in modo che questo possa avere a disposizione un ulteriore strumento di riflessione.

Il termine “revisore” deriva da “revisione, ovvero azione per la quale si esamina di nuovo. Cfr revisore, colui che rivede” (dal “Dizionario etimologico – 1990, ed. Fratelli Melita). 

Quello del revisore è in effetti un punto di osservazione esterno e neutrale, diverso sia da quello del facilitatore che da quello dell’esploratore, entrambi più impegnati in un lavoro intenso, coinvolgente, su un piano emozionale ed empatico. Il revisore non apporta alcun giudizio personale, ma è in grado di osservare il tutto in modo fenomenologico, è in grado di mettere a fuoco i collegamenti tra quanto è avvenuto ed è stato detto e delineare un’ipotesi di senso del lavoro compiuto che sottoporrà all’esploratore. Durante il procedimento tra accompagnatore ed esploratore emergono emozioni, parole, metafore, concetti e collegamenti che sembrano avere un senso proprio. Si può paragonare tutto ciò a un libro scritto senza punteggiatura, privo di interruzioni e titoli dei vari capitoli. Si può paragonare il revisore ad un correttore di bozze che inserisce punti e virgole e titola gli inizi di un nuovo capitolo. Osservando dall’esterno il revisore elabora tutto ciò dando un senso coerente a un processo prevalentemente emotivo. Se l’esploratore riscontrerà in quel momento i collegamenti ipotizzati dal revisore, potrà – se lo vorrà – passare alla fase successiva del percorso, che viene definita come “riflessiva”. In altre parole, rielaborerà lui stesso il testo che obbligatoriamente gli consegnerà il revisore, il cui scopo finale è appunto quello di indurre alla riflessione. 

Durante il Per il revisore dovrà sedere abbastanza lontano da non disturbare, con la sua presenza, l’interazione tra facilitatore ed esploratore, ma abbastanza vicino da poter cogliere tutti i passaggi del lavoro. In un quaderno traccerà una linea verticale per dividere a metà ogni foglio: nella colonna di sinistra riporterà la cronaca di quello che viene detto e fatto dai due soggetti in questione, mentre nella colonna di destra annoterà i collegamenti tra i vari passaggi, gli episodi rivissuti dall’esploratore, ecc.

La funzione svolta dal revisore è dunque quella di agevolare la riflessione cognitiva generale dell’esploratore, è infatti quella di agevolare la riflessione cognitiva generale dell’esploratore fornendogli un testo scritto che ha, tra l’altro, la funzione di aiutare a fissare l’esperienza vissuta ostacolandone la rimozione, riequilibrando i picchi emozionali che possono essersi verificati rasserenando l’esploratore stesso. Questi nei giorni e nelle settimane successive all’esperienza potrà così sviluppare più agevolmente la necessaria elaborazione globale del lavoro svolto. 

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Ultimo aggiornamento: 07-03-15